Doposcuola POP

Doposcuola POP

📩Quale tipo di supporto possiamo dare alle scuole?

Siamo consapevoli dei grandi sforzi di resistenza che stiano effettuando le scuole, soprattutto in questo momento, ma purtroppo proprio la complessità della situazione generale in cui ci troviamo, rende ancora più difficile l’autogestione totale.  Crediamo non si possa più rimandare il momento di costruire insieme una “scuola di territorio”, in grado di ricevere il dovuto supporto da parte di tutta la comunità educante e, allo stesso tempo, di diventare il centro propulsore d’idee della città. Con la speranza di restituire proprio al territorio stesso i frutti di un percorso di crescita maggiormente partecipato. Questa presa di coscienza si è già innescata in altre città. Possiamo attivarci anche noi qui.

📩Quali sono gli obiettivi?

Gli obiettivi principali del doposcuola consistono nel costruire e curare 2 tipi di spazi ideali:

doposcuola POP.jpeg

Il Doposcuola POP  è un'attività, da tempo in preparazione, che abbiamo deciso di far partire in piena crisi pandemica, per far fronte all’urgenza di prenderci cura del nostro spaccato di società più giovane e fragile, messo ad ulteriore prova dall’instabilità socio-educativa dovuta alla pandemia. Per ora è stato svolto in prevalenza online ma stiamo lavorando per attivare il maggior numero di “aule di quartiere” diffuse sul territorio di Anzio e Nettuno, che vedano il coinvolgimento di altre volontarie e di altri volontari. La prima aula, nella parrocchia delle Falasche aprirà ad ottobre 2021!

📩Qual è la difficoltà maggiore riscontrata?

C’è da dire che nei casi affrontati le difficoltà maggiori non erano dovute alla DAD, a un disinteresse innato verso la scuola, o alla disattenzione da parte delle famiglie di provenienza; ma piuttosto il problema di fondo era la mancanza di autostima degli studenti e di un adeguato orientamento alle loro famiglie, senza dubbio, in situazioni difficili.

-lo spazio di relazione, incentrato sull’incontro di esperienze. Parte dalla  conoscenza e dal dialogo tra volontari e studenti, famiglie, insegnanti, dirigenti scolastici, per arrivare a coinvolgere anche altre associazioni culturali, sportive e, in alcuni casi, educatori di professione, pedagogisti e psicologi. Questo spazio, sicuramente invisibile ma un po’ magnetico, è in grado di costruire legami e percorsi di soluzione utili alla crescita dello studente e, con lui, anche di tutta la comunità educante coinvolta;

 

- lo spazio creativo, in cui la lezione di recupero è un’opportunità di apprendimento << che prende vita>>. Per prima cosa si trovano insieme le motivazioni per impegnarsi nello studio di un determinato argomento e poi si traggono i messaggi utili a cui poter fare riferimento anche nella quotidianità o nella fase esistenziale che si sta attraversando. La materia di studio diventa così <<materia viva>> che crea confronto e riflessioni reciproche, prendendo sempre nuove forme grazie al coinvolgimento diretto del pensiero degli studenti.

Crediamo che questo metodo, apparentemente semplice, possa accendere l’interesse verso il sapere senza imporre lo studio. E il sapere deve aiutarci a raggiungere l’obiettivo finale dell’educazione che è quello di dare ai ragazzi gli strumenti per costruire la fiducia nelle proprie possibilità ( al di là delle singole prove scolastiche), trovare la propria vocazione, saper badare a se stessi così come agli altri.

📩L’iscrizione è gratuita?

Certo che sì, ma il servizio si rivolge a chi è in difficoltà economiche.

Siamo a disposizione per rispondere ad altre eventuali domande!

La referente del progetto è Manuela Vela, Presidente dell'associazione AmistadeLab